• 9 June 2023
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SUPERBONUS: GOVERNO DELLA PARALISI VOTIAMO NO

«Il governo Meloni ha la responsabilità di aver portato la questione del superbonus alla paralisi. Sin da quando hanno vinto le elezioni si sono accaniti contro. Anche per noi c’erano delle cose da rivedere ma non era tutto da buttare. Anche perché il superbonus aveva come obiettivo il contenimento dei consumi energetici. Ora è tutto fermo, cantieri fermi, lavori fermi, imprenditori che non sanno come andare avanti, lavoratori e lavoratrici preoccupati per il futuro. A rischio fallimento 25mila imprese edili e, secondo le stime, 90 mila cantieri bloccati e 130 mila i lavoratori coinvolti. Il governo Meloni nel cancellare tutti i bonus fiscali in edilizia ha cancellato anche la detrazione fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Il Superbonus è stato abolito solo per i più poveri, quelli che non hanno liquidità immediata per sostenere le spese o capienza fiscale. Un pasticcio all’italiana che si sarebbe potuto evitare. – afferma in Aula a Palazzo Madama il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni –.

Il governo doveva pensare a come riqualificare il nostro patrimonio edilizio, a come contenere il consumo energetico dei nostri fabbricati non a cancellare e basta, senza dare soluzioni che non risolvono nulla. La Meloni e la sua maggioranza affrontano tutte le questioni con un piglio ideologico senza occuparsi delle esigenze degli italiani, del Paese. Il centrodestra di governo con un colpo solo blocca quell’efficientamento energetico del nostro patrimonio immobiliare necessario per la transizione ecologica e il risparmio energetico e gli interventi di riduzione del rischio sismico. Un disastro sociale ed economico per famiglie e imprese. Siamo passati dal governo del ‘non disturbare chi vuole fare’ a quello che affossa il settore dell’edilizia, cioè uno dei settori trainanti della ripresa economica post covid. I sindacati, le organizzazioni degli imprenditori edili sono sul piede di guerra. Dopo le manifestazioni indette da CGIL e UIL il primo aprile scorso oggi a Genova gli edili hanno bloccato la città. Una protesta che sosteniamo, per questo voteremo contro questo provvedimento» conclude Magni.

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