CASO INDI: ZAMPERINI (FDI), AMAREZZA E SDEGNO PER UNA BIMBA ITALIANA UCCISA SENZA CONSENSO GENITORI. ORA RISCHIO INCIDENTE DIPLOMATICO CON REGNO UNITO. CUI PRODEST? SE CI SARÀ PROCESSO IN ITALIA, CHIEDERÒ A REGIONE LOMBARDIA DI COSTITUIRSI PARTE CIVILE.

“Esprimiamo una forte amarezza e sdegno su quanto avvenuto, e ci stringiamo attorno al dolore della famiglia Gregory, per la morte della piccola Indi. In Inghilterra ha prevalso il male e la perfidia umana, anche questa volta, come nel caso di Charlie Gard. Non solo uomini che dovrebbero portare giustizia e cure, hanno strappato la vita ad una creatura inerme, ma lo hanno fatto contro la volontà dei suoi genitori, senza nemmeno consentire loro di portarla in casa propria. Indi era diventata una cittadina italiana a tutti gli effetti, quindi ora potrebbe profilarsi anche uno scontro di natura diplomatica e giuridica tra Italia e Regno Unito. Cui prodest? Tutto questo per quale motivo? Chi poteva volere così tanto la morte di una piccolissima bambina, arrivando addirittura a rischiare di pregiudicare i rapporti tra due stati? I cittadini lombardi, a prescindere dalle legittime opinioni di ciascuno, guardano con orrore a quanto è successo. Per questo, se ci dovesse essere un processo in Italia, chiederò a Regione Lombardia di costituirsi parte civile.

Uno Stato di Diritto che gioca a fare Dio, decretando sulla vita e sulla morte delle persone, scegliendo quali vite sono degne di essere vissute e quali no, sostituendosi in questa decisione ai parenti ed agli affetti più cari. Mi chiedo cosa dovremo aspettarci per il futuro, quando un giudice ed un medico decideranno arbitrariamente che per vivere dignitosamente, un anziano sarà troppo anziano, un disabile troppo disabile ed un malato troppo malato. Questi potrebbero essere le nostre madri, i nostri figli, i nostri corpi. Noi continueremo a difendere i deboli dai soprusi, proclameremo la cultura della vita, contro gli inganni del nostro tempo: l’abisso delle ingiustizie, del male e della morte.”

Giacomo Zamperini

“E così il Consiglio dei ministri si è riunito per dare la cittadinanza italiana a quella bambina. Un atto politico polemico e clamoroso il cui esplicito significato è: la sanità inglese è spietata e vuole sopprimere una vita. Noi siamo pro-life (come se esistesse qualcuno pro-morte), e dunque siamo pronti ad accogliere quella bambina in un eccellente ospedale pediatrico, il Bambin Gesù di Roma, sottraendola alla crudeltà, o all’incompetenza, dei medici che l’hanno in cura nel suo Paese.
Che la bambina non sia curabile; che non sia trasportabile; che non sia in grado di VIVERE (a proposito di pro-life) conta poco. Conta solo l’intenzione ideologica. Noi siamo per la vita. Loro sono per la morte. E conta, certo, la fede nei miracoli. Io rispetto chi crede nei miracoli. Ma preferirei, francamente, che i miracoli non diventassero una branca della medicina, o peggio ancora articoli di legge. I miracoli sono una scelta privata, come la fede.”

Michele Serra a #CTCF

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