“Ho appeso il cappotto e la sciarpa, rifiutandomi di indossare l’hijab nonostante la loro insistenza. Quando sono iniziate le frustate, ho recitato in silenzio una poesia sulla liberazione e la resistenza. Nonostante il dolore, non lasciavo loro vedere la mia sofferenza. Dopo la punizione, ho continuato a sfidare le loro richieste di indossare l’hijab, simbolo della mia ferma posizione contro l’oppressione”. Roya Hesmati, che a 33 anni è stata frustata alla schiena per 74 volte. Roya è un’attivista del Movimento Donna, Vita e Libertà, che in Iran si oppone al regime degli ayatollah e alla sua misoginia. La sua colpa è stata quella di diffondere una sua foto senza il velo scattata sul Keshavarz Boulevard a Teheran. Il suo nome è coraggio perché ha sfidato il regime e ha affermato la sua identità, a tutela di tutte le donne, mentre riceveva le frustrate ha urlato: “In nome delle donne, in nome della vita, le catene della schiavitù sono state spezzate”.

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