• 17 April 2024
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Il dado è tratto e Letizia Moratti, dimettendosi da vicepresidente della Regione Lombardia, si sta chiaramente preparando a scendere in campo per la poltrona di presidente della Regione. Non è stata una separazione consensuale, ma con critiche e giudizi decisamente negativi, sia sull’operato della Giunta Fontana delle ultime settimane, sia implicitamente su quello del nuovo Governo di destra di Giorgia Meloni.

Considero Letizia Moratti, senza dubbio alcuno, un’esponente del centrodestra e quindi non mi passa neanche per la testa che possa essere una possibile risorsa per il centrosinistra.

A differenza di altri soggetti politici che hanno cercato di ascriversi alla “famiglia” del centrosinistra – e ora fanno parte del cosiddetto Terzo Polo – che ne elogiano il coraggio e la competenza, dicendo tra l’altro al Partito Democratico cosa dovrebbe fare, voglio dire con estrema chiarezza che Letizia Moratti non può essere, e non sarà,  la mia candidata.

I miei valori e la mia storia, a partire dall’aver fatto parte del consiglio comunale guidato da Giuliano Pisapia, che la sconfisse nel 2011, sono inconfutabilmente differenti.

Piuttosto, dato questo nuovo scenario che non mi ha in realtà molto sorpreso, dobbiamo accelerare il percorso del Partito Democratico di costruzione di una proposta alternativa credibile e forte che rappresenti un deciso e radicale cambiamento per la guida della nostra Regione,  lavorando  insieme alle forze più innovative e progressiste della Lombardia.

È necessario attrezzarci subito per questa sfida senza perdere altro tempo, perché è già tardi.

Paola

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