I CITTADINI COSTRETTI ALLA SANITÀ PRIVATA. LE LUNGHE LISTE D’ATTESA FANNO SALTARE UNA PRESTAZIONE SU 5
L’articolo di Repubblica fotografa la drammatica situazione in cui versa, da anni, il nostro sistema sanitario pubblico. La spaventosa crescita del privato, certificata dai dati, è direttamente proporzionale alla crescita delle disuguaglianze tra chi si può permettere delle cure e chi no. 

Come Movimento 5 Stelle ci battiamo da anni affinché in Lombardia la sanità sia un diritto di tutti. Basterebbe iniziare dalla realizzazione della famosa Agenda Unica, approvata nel 2019, e che da allora non ha mai visto la luce. 
Invece il centrodestra ha passato una legislatura a non fare nulla all’infuori del privatizzare la sanità lombarda, e per colpa loro in Lombardia si cura solo chi se lo può permettere.
Una sanità fatta a pezzi nell’interesse di pochi, il cui omicidio perfetto è culminato nella (NON)riforma sanitaria Moratti-Fontana, che ha confermato un modello incapace di dare a pubblico e privato gli stessi diritti e soprattutto gli stessi doveri, che ha lasciato le nomine dei dirigenti in mano alla politica senza riavvicinare i servizi di base per l’assistenza ai territori. 

Una riforma alla quale ci siamo opposti e pur di non ascoltarci ci hanno espulso dall’aula. 
Oggi, i risultati di cui si vanta tanto la Giunta Fontana sono questi: “Un italiano su cinque non riesce a curarsi per i tempi troppo lunghi nella sanità pubblica, che fatica a recuperare il lavoro perso a causa del Covid. Così nei primi sei mesi di quest’anno le Regioni hanno fatto il 20% in meno rispetto al 2019. A guadagnarci è la sanità privata: nel 2021 la spesa completamente a carico del cittadino è salita a 37 miliardi di euro, contro i 34,8 del 2019.
Secondo il monitoraggio della spesa sanitaria del Mef relativo al 2021, gli italiani comprano più attività privata, cioè visite, esami, farmaci, prestazioni dentistiche. Le strutture private accreditate e autorizzate, ad esempio, incassano circa 800 milioni di euro in più del 2019.”

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