• 19 June 2024
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Alla Segreteria del Partito Democratico Provincia di Lecco
Le aderenti alla Conferenza delle Donne Democratiche della Provincia di Lecco, CDD, ritengono importante
portare alcune riessioni all’attenzione dei componenti della Direzione.
E’una precisa scelta il farlo al termine delle Consultazioni nei Circondari e in questo contesto in cui si
valutano le candidature.

C’è un nesso tra donne e democrazia.
Non a caso le Madri Costituenti nell’Art.3 della Costituzione avevano insistito sull’inserimento dell’espressione :
” pari dignità sociale senza distinzione di sesso” e nel comma 2 “ è compito della Repubblica rimuovere quegli
ostacoli che di fatto limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini”.
In questo dicile momento, per il nostro partito, emergono con forza anche le contraddizioni tra il dichiarato
e l’agito nei confronti della partecipazione delle donne.

E’ quindi necessario fare i conti con la dicoltà del Partito Democratico a dare rappresentanza alle donne.
E‘ importante farlo insieme.
Ci sembra opportuno evidenziare come, anche nella nostra Federazione, siano sottovalutate alcune
modalità di approccio alla questione della pari rappresentanza,, anche da parte delle donne aderenti o
meno alla CDD.

Pensiamo che la democrazia sia più forte se è paritaria: questo va ben oltre al 50%!
C’è un tema di cultura politica che faccia si che sia un segno costituente la differenza di genere.
Le donne devono essere là dove si decide ed esserci con tempi e modi coerenti con la loro natura.
Ne discende la questione del potere: quale tipo di leadership? Una leadership di ascolto, inclusione e dialogo.
E’ qualcosa di più della rappresentanza, è la partecipazione attraverso forme nuove: i territori e la prossimità.
Vi è un collegamento tra Democrazia inclusiva e la partecipazione sociale/politica ed è da qui che si deve
partire per comprendere cosa, per noi donne, può essere una leadership: la costruzione di legami sociali,
mettere al centro una pratica politica che sia l’incontro tra persone e la capacità di prendere in carico i temi
da affrontare.

Quanto avvenuto con l’elezione di una donna alla carica di Presidente del Consiglio non è la risposta.
Non lo è per il senso che diamo noi al fare politica: non è sufficiente una sola donna ma una rete di fiducia
che dia più forza/potere per trattare.

Il territorio non è solo le/gli amministratrici/ori ma anche il partito.
Un partito che sia un laboratorio capace di rappresentarsi e di dialogare con le realtà aggregate del contesto
locale e provinciale.
Ecco che, allora, emergono i temi dentro i quali muoversi e incontrare i bisogni e le possibili soluzioni/proposte.
Molti i temi messi in discussione dalle destre con una visione che non comprende lo sguardo di genere e
che come partito di sinistra, invece, dovremmo avere.

Per esempio il Lavoro: non possiamo parlare di donne senza parlare della differenza tra lavoro produttivo e
lavoro riproduttivo (Riconoscimento del lavoro di cura – art.10 Statuto socialista europeo), di un lavoro
dignitoso che sia fonte di reddito e di dignità, il superamento degli stereotipi di genere nelle professioni,
la parità salariale, i congedi parentali, i servizi e molto altro.

I temi che si stanno affrontando in questo percorso elettorale e di cui saranno portatori e interpreti le
candidate e i candidati che ci rappresenteranno sono fortemente interconnessi.
Sono ”terreni” in cui si incontrano più questioni.
A livello nazionale ad esempio, lavoro e immigrazione, dove il mercato tende allo sfruttamento ci porta
necessariamente a tenere insieme l’Art.1 e l’art.3 della Costituzione per un forte radicamento del lavoro con
un programma che tuteli le differenze e affronti le diseguaglianze.
Non possiamo più non vedere che senza affrontare le connessioni che ci sono anche con altri temi non se
ne viene a capo.
Le politiche di genere sono un buon modo per mettere in luce le carenze del sistema attuale e per ripensare
a politiche attive.
Il Lavoro e il Welfare, la Salute e il Welfare, l’Ambiente, la Sicurezza,….c’è sempre una connessione se si adotta
una politica di genere. Anche per i temi più nuovi, per la politica ma non per la società, come il binarismo di
genere per il quale prendere sul serio le persone signica prendere insieme i Diritti civili e Diritti sociali.
Lo sguardo di genere consente uno sguardo sul mondo ed è lo sguardo sul mondo che mette al centro le
donne per pensare ad un nuovo modello di sviluppo.

Ed così che la libertà di partecipare non deve essere solo un obiettivo ma anche un metodo: non solo cosa
fare ma il come farlo traccia la via per il cambiamento nelle politiche.
Per questo che mettere al centro la CURA è un modello alternativo e le donne hanno questa visione/impronta.
In questo possono essere protagoniste efficienti ed efficaci: hanno un approccio pragmatico nell’affrontare le
questioni che le persone capiscono bene.
Abbiamo ancora avvertito nel percorso fatto, da parte di alcuni uomini e donne, una condiscendenza che,
seppur educata e rispettosa, abbiamo sentito lontana dalla comprensione del signicato reale della
candidatura delle donne.
Non basta ribadire negli statuti, negli ordini del giorno, che il tema dell’uguaglianza è ben presente all’interno
del Pd, quando poi queste parole non sono accompagnate da alcun gesto concreto che segnali un’inversione
di rotta.
Questa è l’occasione per iniziare a farlo.

Chiediamo, quindi, che
– venga dato spazio, attenzione e visibilità alle donne che hanno dichiarato la loro disponibilità a candidarsi
– le/i candidate/i condividano con chiarezza la linea politica che la Direzione valuterà opportuna tenendo
conto anche delle politiche di genere.
– la CDD sia interlocutrice in tutto il percorso

per la Conferenza Donne Democratiche provincia di Lecco
la portavoce
Monica Piva
Lecco, 20 dicembre 2022

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