• 2 March 2024
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Strumenti e soluzioni concrete su tre temi chiave per il florovivaismo.
Ieri mattina, 2 febbraio, nella sala civica di Mariano Comense (CO), Coldiretti Lombardia e Assofloro hanno promosso un convegno per approfondire tre tematiche di attualità per la filiera florovivaistica: pratiche  commerciali sleali, gestione di sfalci e ramaglie, e Popillia japonica. La grande partecipazione di pubblico è segno e testimonianza di attenzione e rilevante bisogno di informazione da parte delle imprese di settore

MARIANO COMENSE – Grande partecipazione di pubblico, ieri mattina, 2 febbraio, al convegno promosso da Coldiretti Lombardia e Assofloro con il patrocino di Regione, Ersaf e del comune di Mariano Comense. Si è trattato di un importante momento di approfondimento tecnico-operativo su tre temi di attualità per le imprese del comparto florovivaistico: pratiche commerciali sleali, gestione sfalci e ramaglie, e Popillia japonica. Sala civica gremita e numerose le domande poste alla conclusione del convegno da parte delle aziende presenti.

La scelta di organizzare l’incontro a Mariano Comense è stata strategica: come ha sottolineato il sindaco Giovanni Alberti, il Comune si trova al centro dell’areale produttivo comasco, che ha una rilevanza a livello nazionale e internazionale, con alcune peculiarità come la produzione di piante “esemplari” e piante acidofile.

Nada Forbici, presidente Assofloro e coordinatore Consulta Florovivaismo Coldiretti, ha condotto i lavori, introdotti dal presidente di Coldiretti Como Lecco Fortunato Trezzi, dal vicepresidente Roberto Magni, e dai direttori delle federazioni di Como Lecco, Rodolfo Mazzucotelli, e di Milano, Umberto Bertolasi.

Trezzi e Magni hanno evidenziato la strategicità del comparto floricolo e florovivaistico nel nord Lombardia, “con un indotto ampio, che spazia dalla produzione di fiori e piante all’attività di manutenzione del verde. L’incontro rappresenta la volontà di essere sul pezzo, di assicurare il dovuto approfondimento alle imprese alla luce delle novità sia sul piano normativo che fitosanitario. E’ stata anche l’occasione di un incontro con gli esperti, nel segno di un dialogo diretto e sempre attuale”. Soddisfatto anche il direttore Mazzucotelli che auspica “di ripartire dall’ottimo successo di pubblico e dall’interesse consolidato delle imprese per nuove simili iniziative, che potranno vedere nuovamente protagonista il territorio altolombardo”.

Ad approfondire i tre focus del convegno, invece, esperti di calibro nazionale, ciascuno intervenuto per la propria area di competenza.

Primo argomento affrontato, quello della nuova disciplina contro le pratiche commerciali sleali nel comparto florovivaistico alla luce del D.lgs. n.198/2021. Un tema particolarmente sentito dalle imprese del settore, che ora possono contare su strumenti concreti per tutelarsi e valorizzare il proprio prodotto.

“Abbiamo elaborato un accordo-quadro specifico per il florovivaismo, nel quale abbiamo cercato di rendere accessibili alle imprese di settore tutte le possibili questioni a riguardo” spiega Nada Forbici.

“L’accordo è frutto di un confronto durato a lungo, che testimonia l’importanza del lavoro in sinergia con la Consulta Florovivaismo Coldiretti, composta da imprenditori che conoscono bene il mercato di riferimento, gli interlocutori e i problemi concreti oltre in questo caso all’avvocatura della Confederazione”.

Secondo tema trattato, quello della gestione dei materiali di risulta derivanti dalle attività di cura del verde, pubblico e privato. Cinzia Coduti, avvocato Area Ambiente Coldiretti, si è concentrata sulla normativa nazionale in materia di sfalci e ramaglie. È stato ribadito che il materiale di risulta derivante dalle attività di cura del verde, pubblico e privato, non deve necessariamente essere considerato un rifiuto e può essere valorizzato attraverso pratiche agricole o altre filiere. Andrea Pellegatta, vicepresidente di Assofloro e presidente della SIA-Società Italiana di Arboricoltura, ha posto l’accento sulle opportunità offerte dalle buone pratiche derivanti dal riuso di tali materiali.

Chi si occupa di verde, quindi chi produce piante, chi realizza e cura giardini, deve avere la consapevolezza che ha un ruolo importante perché il verde produce salute ed è fondamentale nel contrasto ai cambiamenti climatici.

Ultimo tema, non meno importante, la gestione di Popillia japonica, presente da anni anche nel territorio comasco. Vincenzo Zagari del Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia ha ribadito l’importanza di collaborare con il Servizio Fitosanitario per individuare le soluzioni migliori per gestire l’insetto. Una delle soluzioni, applicabile ad alcune piante coltivate, è quella di venderle a “radice nuda”, in modo da garantire l’assenza di larve di Popillia.

Sul tema è intervenuto anche Nicola Mori, ricercatore dell’Università degli Studi di Verona, che si è concentrato sul Progetto Gespo (Nuovi metodi di lotta nella gestione integrata di Popillia japonica), progetto che, studiando l’influenza delle condizioni biotiche e abiotiche dell’insetto, ha prodotto nuova conoscenza sia sulle larve che sugli esemplari adulti, e ha sviluppato protocolli per il controllo della Popillia japonica efficienti ed efficaci. Un esempio? La gestione attenta di reti antinsetto, determinati trattamenti al terreno e un uso consapevole dell’acqua calibrata sulle reali esigenze idriche della pianta.

Il convegno si è concluso con l’intervento di Fernando Fiori, presidente di Coldiretti Varese, che ha ribadito la necessità di valorizzare sempre di più il prodotto florovivaistico, come avviene per il resto dell’agroalimentare.

“Non è più pensabile che gli enti pubblici sacrifichino le aree del verde o che negli appalti vadano al massimo ribasso o ancora che la grande distribuzione, quando vende i nostri prodotti, li presenti a prezzi bassissimi che non consentono nemmeno di recuperare i costi di produzione”, sottolinea Fiori.

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