• 15 April 2024
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Lombardia Medici privi di farmaci e materiale essenziale da mesi: succede anche a Codogno, “simbolo” della riforma sanitaria regionale.
È QUESTA L’ECCELLENZA SBANDIERATA DAL CENTRODESTRA LOMBARDO? 
Ecco quanto racconta il Fatto Quotidiano di oggi in merito ad una incredibile segnalazione ripresa e portata nelle Istituzioni dal M5S Lombardia che, ad oggi, non ha avuto ancora risposta:

“Dializzati che si devono portare i farmaci da casa. Ortopedici costretti a usare bende inadatte; flebo fissate con lo scotch. Sono solo alcuni dei “disagi” che da agosto vivono i pazienti dell’Ospedale di Lodi e dei presidi che da esso dipendono: Codogno, Casalpusterlengo e Sant’Angelo Lodigiano. Luoghi di cura rimasti sguarniti di materiale medicale e farmaceutico (bende, cerotti, antibiotici, farmaci salvavita e antiepilettici), nonostante siano stati scelti dal dimissionario assessore al Welfare Letizia Moratti (soprattutto l’ospedale di Codogno, dove venne diagnosticato il primo caso di Covid italiano) come simbolo della riforma sanitaria lombarda. Quella del ritorno alla cura sul territorio, con strutture e strumentazioni all’avanguardia.
“Da un po’, non solo non mi danno più gli integratori come calcio e potassio che devo assumere a casa, ma ora devo anche portare io i farmaci, come l’eparina, che mi somministrano in reparto – racconta una paziente dializzata storica –. Ultimamente siamo arrivati all’assurdo che i farmaci necessari me li prescrive il nefrologo dell’ospedale con ricetta rossa, io vado in una farmacia esterna all’ospedale a ritirarli e quindi li porto in dialisi. Incredibile”.
Una realtà confermata anche dal personale sanitario che chiede l’anonimato, “altrimenti qui ce la fanno pagare”, dicono. “La situazione è incredibile: in passato era capitato che scarseggiasse questo o quel farmaco, ma mai che a metà anno la farmacia dell’ospedale fosse completamente sguarnita – racconta un infermiere, –. Facciamo il giro dei reparti per chiedere se hanno eparina e antibiotici da prestarci. Intanto ci arrangiamo, mischiando dosi di farmaci uguali, ma di provette diverse, una cosa che non si deve mai fare, oppure sostituiamo un farmaco con un altro, che hanno più o meno gli stessi effetti, ma sono sempre molecole diverse! In tutto l’ospedale mancano i cerotti di carta, le ultime flebo le ho fissate con lo scotch…”.

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