• 2 March 2024
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Viva le primarie! Ma io un caffè con Moratti, prima, lo prenderei.

Qualcuno dovrà spiegarmi perché siamo arrivati al 10 novembre senza avere la minima idea di come il PD e le poche altre forze che, per ora, gli sono rimaste accanto in Lombardia (Sinistra Italiana, Verdi e +Europa) affronteranno l’imminente appuntamento con le elezioni regionali. Da anni (almeno due) si è detto che era necessario prepararsi per tempo.

Così non è stato e la responsabilità è della classe dirigente del Partito Democratico, nelle cui fila ci sono anch’io, come capogruppo in Consiglio regionale.

Ci siamo dati continue scadenze per la definizione del metodo e del percorso, ma si sono tutte rivelate dei “penultimatum”. Ora si è alla ricerca del candidato che risolve ogni problema, dopo aver ricevuto vari dinieghi, credo però si debba una risposta a una domanda fondamentale: il PD vuole utilizzare le elezioni regionali per tentare di sopravvivere e non perdere troppi suoi elettori o intende provare davvero a vincere le elezioni e a governare la Lombardia?
Da mesi stiamo raccontando che la regione è contendibile e la conferma di Attilio Fontana come candidato, cui faccio il mio personale “in bocca al lupo”, offre ottime condizioni per poter insidiare lo strapotere di una Lega che occupa da anni il potere con uno stile a dir poco clientelare e sarà trascinata sempre più a destra.

Cosa si fa ora per tentare di vincere?
Sono sempre stato un fautore delle primarie, ma ora credo avrebbero il sapore di una uscita d’emergenza da una situazione che ci vede senza una proposta valida per vincere in Lombardia.
Oltre a quello di Fontana, c’è un altro nome in campo, Letizia Moratti, che ha detto di mettersi a disposizione per un percorso alternativo a chi ha guidato la regione negli ultimi anni. Il Terzo Polo, che fino a qualche ora prima sembrava vicino a un accordo con il PD, ha deciso di appoggiare l’ex vicepresidente. Nel PD c’è stata una levata di scudi di fronte all’ipotesi di un sostegno a Moratti in nome della sua storia di centrodestra e del ruolo che ha avuto fino a dieci giorni fa nella Giunta Fontana. Altri sostengono che non sia possibile cedere a quello che considerano un ricatto di Calenda e Renzi in Lombardia.
Scusate, ma io credo che ci sia un’altra strada possibile, a meno che non si voglia utilizzare subito l’uscita di emergenza di primarie interne al PD che rischierebbero di servire solo a posizionarsi nel partito, quella di sedersi al tavolo con Letizia Moratti e verificare la sua disponibilità politica e programmatica a costruire un’alternativa alla Lombardia che abbiamo conosciuto in questi anni. Con la consapevolezza che la strada è in salita, penso che il confronto sia sempre possibile sulle idee e non debba partire da veti sulle persone. Credo però che sia il momento di scegliere davvero come guardare alle imminenti elezioni. Lo si può fare in pochi giorni, rispettando la scadenza del 20 novembre indicata dall’Assemblea regionale PD.
Se non si giungerà a un accordo, a questo punto, viva le primarie!
L’importante è che il PD sia davvero protagonista di un cammino che porti alla guida di Regione Lombardia.

P.S.
Sono a disposizione con entusiasmo di qualsiasi percorso verrà scelto, a partire dalle primarie, ma mi pareva necessario esprimermi con franchezza, a partire dal mio osservatorio particolare di capogruppo in regione da dove in questi anni ho visto il progressivo e drammatico impoverimento della capacità di governo: la Lombardia non può permettersi altri cinque anni di governo Fontana. Serve un cambio netto alla guida della regione e per questo bisogna vincere le elezioni.

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