• 3 March 2024
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In questi giorni sto incontrando (e continuerò a farlo in futuro, e lo farò molto anche dopo le elezioni) chi vive e lavora nelle “valli”. Ad esempio adesso vi scrivo dalla Val Trompia. 
È un tema essenziale e totalmente rimosso dalla politica (e pure, salvo eccezioni, dalla sinistra nazionalmente intesa) che richiama cose diversissime: il tema delle connessioni, delle infrastrutture, delle politiche industriali, del trasporto pubblico locale, del dissesto idreogelogico, del turismo di qualità e del mondo agricolo e anche quello dei servizi sociali

(ad esempio: l’organizzazione dell’assistenza domiciliare, vicenda che mi ha sempre appassionato, è da pensare in modi molto differenti tra contesti cittadini e comunità di valle), ovviamente la sfida enorme della “montagna”, l’arte e così via.
Grazie ad alcuni amici, e antiche personali frequentazioni, nonché la mia passione proprio per l’escursionismo (anni fa avrei scritto per le vette.. ma questa ahimè è un’altra  storia..) sto dialogando,  proprio in questi giorni, anche oltre i confini lombardi. E così il mio sguardo va anche a quel che accade nella “mia” Valle di Non, in val Rendena o nelle valli piemontesi e venete e mi accorgo sempre di più di quanto abbiano ragione quelli che mi spingono a far sì che il nostro laboratorio politico lombardo che abbiamo messo in moto con coraggio e un pizzico di iniziale follia si misuri oltre i confini amministrativi regionali. 
Una sinistra che si richiama sempre al tema del rapporto con le persone deve tornare a stare sempre nel “mezzo”. Pure quando c’è davvero da camminare.

Sono di ritorno da Chiuso, frazione di Lecco ferita da un assurdo cantiere  di lavori interrotti dal 2017 per la realizzazione della Lecco-Bergamo (Fontana se ne è totalmente fregato e i cittadini non sanno più che pesci prendere) e da Colico dove abbiamo discusso di come dar vita a nuove politiche in campo sanitario (con i problemi evidenti delle zone dell’Alto Lario), ambientale, turistico.
Poi abbiamo pure parlato di quella meraviglia che è il Sentiero del Viandante e di quell’autentica gemma (a cui io e Caterina, mia moglie, siamo legatissimi) che è il lago di Mezzola.

Andiamo avanti.

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