SIAMO PRONTI A CAMBIARE LA REGIONE DOPO 30 ANNI
Ecco l’intervista integrale a Il Fatto Quotidiano del nostro portavoce Dario Violi  ⤵️
“Se si fanno ammucchiate solo per provare a vincere, allora meglio lasciar perdere. In Lombardia abbiamo tenuto l’asticella alta e siamo pronti a cambiare la Regione dopo 30 anni”. Dario Violi è il coordinatore del M5S in Lombardia. 
Insieme al capogruppo Nicola Di Marco, per tutto l’autunno ha portato avanti una lunghissima mediazione con il centrosinistra il cui esito è lo slogan che da oggi sarà su social e manifesti del Movimento: “Un’altra Lombardia”.

❓Col Pd la sinistra, i 5S sosterranno Pierfrancesco Majorino alle Regionali di febbraio: 
“È stato un percorso faticoso – racconta Violi al Fatto – ma l’impegno che mi ero preso col gruppo e con gli attivisti era di trattare sulla base di punti programmatici imprescindibili. E quei punti sono rimasti”. 
❓Tutt’altro esito rispetto a quanto successo nel Lazio, dove 5 Stelle e Pd correranno divisi. Colpa di un inceneritore a Roma – su cui il Movimento è contrario, a differenza dei dem – e del veto politico di Carlo Calenda e Matteo Renzi. Ma per Violi è meglio così, in un certo senso: 
“Se non ci sono le condizioni, meglio evitare ammucchiate. Le alleanze vanno fatte dove sono naturali, senza imporle ai territori”.
❓Un atteggiamento “laico” in linea con le indicazioni di Giuseppe Conte: 
“A noi è stato chiesto di fare come nel Lazio. Ovvero tenere alta l’asticella, mettere al centro i temi fondamentali e chiarire che se stiamo in una coalizione dobbiamo essere protagonisti. Ho aggiornato Conte passo dopo passo e credo sia arrivato un buon risultato”. 
❓Non condiviso da tutto il Movimento, che proprio come il Pd ha al suo interno una parte ostile all’alleanza giallorosa. Un tema che Violi ammette, confidando però nella lealtà dei delusi: 
“In 15 anni da militante nel M5S sono stato maggioranza e minoranza, ma ho sempre tirato acqua al mulino del Movimento. Per me la democrazia non è ‘o si fa come dico io o me ne vado col pallone’. Questo non significa ignorare legittime obiezioni, ma senza rincorrere la minoranza. Anche perché abbiamo posto online un quesito chiaro, senza inventarci super-assessorati alla transizione ecologica. E 2 iscritti su 3 hanno votato a favore dell’alleanza col centrosinistra, è una maggioranza ampia”.
❓Poi ci sono i temi. E in Lombardia, ancor più che altrove, non si può che partire dalla sanità, viste anche le cicatrici lasciate dal Covid e da riforme del settore che hanno lentamente svuotato il sistema pubblico. Violi scandisce le priorità: 
“Abbattere subito le liste d’attesa, eliminando i favoritismi al privato nelle prenotazioni. Poi riequilibrare in generale rapporto tra pubblico e privato, consapevoli che non è una cosa che si fa in due giorni. Infine rimettere al centro la sanità territoriale. L’ultima riforma di Moratti non ha cambiato nulla, se non 4 targhette fuori dagli ambulatori”.
❓Moratti, appunto. Il Movimento si prepara a una campagna in cui gli avversari, Moratti e Fontana, sono considerati due esponenti della stessa destra. 
“La storia della destra in Lombardia la conosciamo, 30 anni di inquinamento, sanità privata, grandi infrastrutture vuote. Abbiamo chiesto al Pd e a Majorino di essere radicali su ambiente, rifiuti, agricoltura, trasporti e salute, perché o provi davvero a cambiare oppure fai una corsa di testimonianza con la bandierina. Fai felici quei 4 o 5 consiglieri che vengono eletti, ma 10 milioni di lombardi lo saranno molto meno”.

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