• 19 May 2024
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Salto i ringraziamenti di rito a volontari, Schlein, Bonaccini e PD – ma solo perché li condivido tutti, fino in fondo, il confronto e la partecipazione a cui diamo vita con le Primarie aperte è una cosa di cui dobbiamo essere orgogliosi – e vado dritto su tre questioni. La prima: è venuto a votare Schlein qualcuno che solitamente vota più a sinistra del PD? Sì, come in passato è venuto per sostenere Renzi qualcuno che solitamente votava centrodestra.

Personalmente lo consideravo un valore aggiunto allora e lo considero oggi alla stessa maniera. Non abbandoniamo le Primarie aperte per questo, che rimane un elemento residuale rispetto all’apertura e alla possibilità che diamo ai nostri elettori di esprimersi e indicare una direzione. La seconda: credo che la vittoria di Schlein si spieghi innanzitutto con la sua capacità di incarnare un cambiamento, una rottura – che esprime naturalmente con il suo profilo – prima che non per il posizionamento politico, sul quale le distanze con Bonaccini non sono sinceramente enormi.

Data una piattaforma politica simile, penso che tante persone siano disposte a seguirci, a patto di avere chiarezza, un linguaggio comprensibile e poche cose su cui renderti riconoscibile. Ero convinto prima di domenica che entrambi i candidati potessero in modo diverso raggiungere questo obiettivo e dare vita ad una stagione di rilancio del PD. E lo penso ancora. La terza: non bisogna fare spallucce di fronte ad un po’ di disorientamento da parte di tanti che hanno sostenuto Bonaccini; è stata la primaria più equilibrata della nostra storia (53% a 46%) con una differenza sostanziale tra il voto riservato agli iscritti e quello degli elettori.

Lo stile con cui Bonaccini ha affrontato la sconfitta è lodevole e dovrà essere imitato anche da chi dovrà gestire la vittoria. Abbiamo bisogno di portare dentro le nuove energie che si sono mobilitate senza però svilire tutta quella parte di persone che si è espressa diversamente. Per il momento, grazie a tutti e a tutte. E forza PD!

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