• 19 May 2024
0 Comments

NON sono tanto gli indizi, come i cento o più cialtroni che fanno il saluto romano ad Acca Larentia : sono sempre più numerose le dimostrazioni che sta tornando in Italia un clima che non si vedeva dal 1924.

1) NON SI DIMETTE NESSUNO. Nonostante gli scandali, le figure a dir poco barbine, le situazioni aberranti che in questo anno di Governo Meloni sono emerse, nessuno dei protagonisti di quegli scandali si scolla mai dalla sua sedia. Non si è dimessa Daniela Santanchè, nonostante una gestione disastrosa delle sue aziende e nonostante non abbia pagato le sue dipendenti. Anzi, ancora più arzilla di prima, concede interviste, straparla di Turismo, afferma che la sua campagna pubblicitaria basata sulla Venere è stata un successo, dà milioni di euro a chi vuole lei.
Non si dimette Delmastro, nè si dimetterà , per l’episodio della pistola che ha ferito un uomo a Capodanno. Non si dimetterà Vittorio Sgarbi, che come Report ha dimostrato si tiene in casa tranquillamente quadri rubati, sostenendo che quella che ha lui sia una copia.
Non si dimette addirittura Lucia Lo Palo, sconfessata e messa in minoranza dall’intero Consiglio Regionale della Lombardia, nel Novembre scorso, per aver messo in dubbio i cambiamenti climatici, lei che se ne dovrebbe occupare essendo a capo adell’ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambientale). Nè ci pensa minimamente il Ministro Lollobrigida, che ferma i treni a suo piacimento.

Insomma, come non si dimise Mussolini dopo lo scandalo dell’uccisione di Giacomo Matteotti, non è nella cultura politica della Destra dare le dimissioni in nome della onestà e della comune morale. Perchè ? Perchè nella cultura della Destra (o forse bisognerebbe chiamarla sotto-cultura) non c’è il concetto rousseauiano del “Contratto Sociale”, per cui il Re o Principe governa per il bene del popolo, non per il suo personale, e può essere mandato via se non agisce adeguatamente.
E nemmeno il principio liberaldemocratico che la morale dei governanti deve essere “specchiata non solo per Cesare, ma anche per la moglie di Cesare”.
Scandali e scandaletti sono tutti “peccati veniali”: l’importante è che , una volta arrivati al potere, dato come nell’Antico Regime dalla “Grazia di Dio”, l’Uomo di Destra ci rimanga, a qualunque costo e senza nessuna remora. Perciò le dimissioni non sono contemplate, a qualsiasi costo !

2) Ma c’è un altro enorme indizio di una situazione che sta degenerando: il bavaglio che si vuole imporre alla libera Stampa. Addirittura una proposta di legge di Fratelli d’Italia, presentata pochi giorni fa, chiede che la stampa dia notizie (soprattutto quelle che riguardano cause giudiziarie o appunti scandali vari) solo se “certificate dal Governo”. Cos’altro è questo se non la nostalgia del famoso MINCULPOP (il Ministero della Cultura Popolare) cioè l’ente governativo che nel Ventennio fascista dava le “veline” ai giornali, stabilendo gli articoli che potevano essere pubblicati, e sbianchettando quelli che non piacevano al Regime ?
La libera stampa è l’unica garanzia contro le tangenti, il malaffare, i favoritismi agli amici e parenti: mettere a tacere questa, come nel loro rimpianto Ventennio, vorrebbe dire dare il via libera alla corruzione di Stato. Il Regime Fascista in realtà fu un’enorme Tangentopoli durata venti anni, che arricchì immensamente i capi e i RAS del Fascismo, a spese delle Finanze dello Stato.

Altri indizi si potrebbero richiamare (e come si dice “tre indizi fanno una prova”) ma l’articolo diventerebbe troppo lungo. Nel 1924 l’Italia scivolò nel Fascismo quasi inconsapevolmente, abbandonando le idealità democratiche ereditate dal Risorgimento garibaldino. Oggi non dobbiamo ripetere lo stesso errore: occhi aperti !

ENRICO BARONCELLI

Condividi l'Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *