• 17 April 2024
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Chi pensava che il potere potesse cementare la coalizione di centrodestra che da cinque lustri guida la Lombardia si sbagliava: Letizia Moratti ha fatto emergere in modo clamoroso le contraddizioni che da tempo covavano sotto la cenere. Le dimissioni della vicepresidente alzano il velo sulla debolezza di una giunta che da mesi tira a campare e non è in grado di dare risposte adeguate ai lombardi.

Se un mese fa il presidente Fontana aveva laconicamente comunicato la rottura del rapporto fiduciario con la sua vice, ora è Letizia Moratti ad aver sferrato un deciso attacco al presidente prendendo le distanze su questioni delicate come la gestione della pandemia e la capacità di gestire partite di forte impatto sui cittadini come quelle sanitarie. L’accusa di essersi già schierata con il centrosinistra e l’ostentata sicurezza di Fontana riguardo la propria ricandidatura (già troppe volte ripetuta negli ultimi mesi) non servono a celare il nervosismo che serpeggia tra i gruppi consiliari del centrodestra.

A questo si aggiunge anche l’incertezza sulle reali intenzioni del presidente riguardo la data del voto che alcuni gli consiglierebbero di anticipare il più possibile, altri, Salvini tra questi, preferirebbero rinviare a primavera inoltrata, nel tentativo di recuperare i consensi ceduti a Fratelli d’Italia. Tutti segnali di nervosismo di un centrodestra che ormai ha perso per strada il centro e vorrebbe trasformare la Lombardia in una ridotta di destra, lontanissima dalle sensibilità di una società e un’economia da sempre aperte e legate all’Europa.
Si aprono così nuove prospettive per il centrosinistra in una Lombardia che, in virtù della spaccatura tra centro e destra, appare sempre più contendibile alle prossime elezioni. Sono giorni decisivi per la costruzione di un progetto che non può che avere il PD come protagonista. 

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