• 19 May 2024
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Molti gli elementi di riflessione che l’ultimo libro di Marco Travaglio offre ai suoi lettori. Travaglio ripercorre quasi tutto l’anno che è passato dall’invasione russa del 24 Febbraio 2022, assolutamente deprecabile e frutto di una logica predatoria inaccettabile in era moderna (non a caso Putin si è richiamato più volte a Pietro il Grande) , ai primi mesi del 2023 . Molto interessanti poi le “Previsioni del giorno” , lanciate dai vari quotidiani analizzati (i “giornaloni” Repubblica, Il Corriere, ma anche altri minori come Il Giorno, Messaggero, Libero ecc.) che fin dal primo mese pronosticavano il crollo dell’economia russa dopo le sanzioni, la svalutazione del rublo, l’implosione della società russa e dell’esercito dopo le prime difficoltà della primavera dell’anno scorso.

Se la propaganda russa ormai la conosciamo, ed è normalmente il ribaltamento della realtà (il Ministro Lavrov ha provocato grosse risate una settimana fa in India affermando che è stata la Russia ad essere aggredita, non l’Ucraina) anche quella occidentale però ha avuto il suo ruolo, finendo per passare per buone tutte le “fake news” di fonte ucraina. Proprio oggi per esempio il New York Times ha smentito definitivamente che a far saltare in aria il condotto di gas Main Stream 2 sul fondo del Baltico, buttando letteralmente “a mare” 20 miliardi di dollari di investimenti, siano stati i Russi: chi è stato allora ?

A distanza di un anno, le previsioni sono ancora oggi le stesse: l’Esercito russo sta per sfaldarsi, nonostante l’arrivo di centinaia di migliaia di nuove reclute, del tutto inesperte e mandate a morire in inutili assalti alla baionetta come nella I Guerra Mondiale, la Russia è quasi al default, il popolo russo sta per ribellarsi, e via dicendo. Tutte affermazioni in realtà smentite dai fatti: il PIL (Prodotto interno lordo) russo in un anno è diminuito solo di poco più del 2% (infatti il gas viene venduto non più all’Europa ma alla Cina e all’India), il consenso a Putin è salito all’80% (come sappiamo noi Italiani dai tempi di Mussolini, le sanzioni aumentano la propaganda e rafforzano la coesione di un popolo intorno al proprio leader) nessuno dei disastri che un anno fa venivano previsti si sono realizzati, se non nelle economie occidentali, come quella italiana, dove le bollette elettriche e del gas sono letteralmente esplose mandando in gravissima difficoltà le famiglie e le imprese aziendali.

Le sanzioni si ritorcono contro chi le emette ? Sostanzialmente si, e non c’è molto da discutere. Ci siamo privati del gas russo per rivolgerci ad altri dittatori decisamente poco democratici e soprattutto poco affidabili, Bin Salman in Arabia, l’Algeria, l’Egitto e la Tunisia, dove la situazione è tutt’altro che stabile, e in più ci siamo privati del mercato russo, che finanziava molte ditte di import export nonchè il mercato del Turismo. Insomma, dall punto di vista economico, la guerra ci sta già costando veramente molto cara, senza contare i miliardi in armi che abbiamo mandato e vogliamo mandare a Zelensky. C’è almeno qualche prospettiva di pace ? Lo ha ripetuto proprio due giorni fa il bravissimo direttore di Limes, Lucio Caracciolo: “al momento molto poche” , dopo un anno, anche perchè Zelenskj, nel Novembre del 2022, si è impedito per legge di intavolare qualsiasi negoziato con la Russia di Putin.

Le uniche proposte sensate che erano state avanzate nei mesi scorsi, per arrivare alla fine della guerra, cioè quella di riconoscere la Crimea alla Russia e soprattutto una larga autonomia alle regioni del Donbass e di Lugansk, sul modello italiano dell’Alto Adige (una volta che noi Italiani abbiamo un modello efficace da proporre e di cui dovremmo andarne fieri, questo invece viene ignorato a livello internazionale !), oltre alla non adesione dell’Ucraina alla Nato, sono state sdegnosamente respinte. Zelenskj, ormai ipnotizzato dalla sua tuta mimetica e dal suo nuovo ruolo di leader militare (Travaglio ricorda che alla vigilia della guerra la sua popolarità era scesa al 30%, essendosi dimostrato un leader chiaccherone ma poco abile nella soluzione dei problemi) vuole andare avanti con le stragi fino alla riconquista della Crimea, combattendo con le armi americane “fino all’ultimo ucraino”. Questa la situazione, con il rischio di ulteriori “escalation” finora per fortuna evitate, ma Putin ci ricorda spesso che stiamo ballando sul ciglio della Terza Guerra Mondiale e del disastro atomico.

Vogliamo andare avanti così ? Altro che “Agenda 2030” e progetti di recupero ambientale. Il rischio è quello di trovarci a breve senza nemmeno più un pianeta da recuperare ! Da notare, in ultimo, lo schiacciamento ormai totale delle posizioni dell’Europa su quelle americane, con la Von Der Leyen sempre in prima linea, anche lei con l’elemtto,  e con la neo premier Meloni che ultimamente si è adeguata: L’Europa ha perso una grossa occasione per portare avanti una politica autonoma propria, tanto più che è evidente che gli interessi del nostro continente non coincidono ormai quasi per niente con quelli degli Stati Uniti , dove il gas è abbondante, la benzina e l’elettricità costano molto meno che da noi. Elmetto in testa, pronti per la guerra totale ? Gli “Scemi di Guerra” ci stanno portando proprio lì ! A proposito: queste non sono considerazioni da “putiniani” , ma da persone che hanno qualche concetto di Economia e di Storia politica. Ricordandoci, possibilmente, che le nostre scelte saranno i nostri figli a pagarle !

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