• 19 June 2024
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Chi oggi provasse a prenotare una visita del fondo oculare nel pubblico troverebbe la prima data a Torino a marzo del 2024. Lo stesso per una gastroscopia. Chi avesse bisogno di una visita dermatologica a Torino non troverebbe alcun posto, dovrebbe recarsi a Pianezza a ottobre del 2023. Per una colonscopia: nessun posto a Torino, solo a Chieri nel 2025. E così, purtroppo, è anche nel resto d’Italia. L’Ocse, col documento “Health care financing in times of high inflation” da poco pubblicato, ci dice che è urgente difendere la sanità pubblica dalla crisi economica.

Servono misure straordinarie per rifinanziare la sanità mentre ci troviamo di nuovo di fronte a un definanziamento strutturale e cronico. Coperture finanziarie per la rimozione dei tetti di spesa alle assunzioni, gli aumenti salariali, i rinnovi contrattuali. La realtà è che in 16 regioni Asl e ospedali effettuano più prestazioni private a pagamento che attraverso il servizio sanitario nazionale. Le famiglie italiane spendono in media 1700€ all’anno per curarsi, record europeo per la spesa sanitaria privata. E un cittadino su dieci rinuncia alle cure perché non può permettersele.
La pandemia è stata dimenticata in fretta e invece di usare le risorse del PNRR per garantire il diritto alla salute universale e invertire la rotta di anni e anni di tagli indistinti, abbiamo dimenticato quanto il Paese ha bisogno di un gigantesco rilancio della sanità pubblica. Anche il Governo Meloni guarda altrove e, come sempre e, ancora una volta, programma di ridurre la spesa sanitaria nei prossimi anni. Non possiamo permettere che ciò che di più eccellente ha raggiunto la nostra società sia smantellato.

Marco Grimaldi Deputato per Alleanza Verdi e Sinistra

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