• 19 June 2024
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“Le donne, ormai lo sappiamo, sono formate anche più dei colleghi, tuttavia, non riescono ad eguagliarne le performance professionali, siano esse dipendenti o imprenditrici. Il 2023 si apre con dati record, con un +30mila per quanto riguarda le donne occupate in Italia. È un buon segnale, ma non possiamo illuderci di aver risolto una questione annosa. Solo 1 impresa su 5, infatti, è guidata da donne, piccoli passi si stanno compiendo, ma in Lombardia il 2022 fa segnare in un anno un incremento di appena +0,2% – spiega Silvia Dozio, presidente del Movimento Donne Impresa Lecco –

 È tempo di sostenere il talento delle donne con una visione complessiva di rilancio economico e sociale. Le “quote rosa” non sono la formula magica per risolvere il problema della parità di genere, degli interventi una tantum e di effimere corsie preferenziali. Il futuro dipende da politiche strutturali, sistemiche e coordinate – non interventi spot e bonus – per sostenere la propensione imprenditoriale e favorire l’occupazione, garantendo a tutte servizi indispensabili per conciliare il lavoro con la cura di sé e della famiglia. Per questo, Il Movimento Donne Impresa di Lecco, unitamente a tutte le realtà regionali e nazionali, continuerà a battersi per definire un contesto normativo e culturale che consenta, alle imprese femminili a valore artigiano, di esprimere al meglio le potenzialità, di creare occupazione, generare innovazione e contribuire alla crescita economica e sociale”. 

FOCUS LECCO

In provincia di Lecco, le imprese a conduzione femminile sono 5.122 pari a 20,5% delle imprese. Di queste, 1.294 sono imprese artigiane (15,8% sul totale imprese artigiane), di cui 188 guidate da under 35 e 132 da imprenditrici di origini straniere. Rispetto all’anno pre Covid, la provincia di Lecco è tra quelle in Lombardia che ha fatto registrare dinamiche di crescita più robuste con un +3,1% (rispetto allo 0.1 di media regionale).

L’INIZIATIVA

In occasione della Giornata Internazionale delle Donne, il Movimento Donne Impresa di Confartigianato Imprese Lecco ha ideato un’iniziativa dedicata alle imprenditrici associate e alle loro collaboratrici.

Da oggi, mercoledì 8 marzo fino alla fine del mese, presso le attività associate aderenti all’iniziativa, sarà possibile usufruire di uno sconto del 50% su un trattamento/servizio come indicato di seguito:

Estetiste – trattamento estetico corpo/viso o massaggio

Parrucchiere – taglio

Fioriste – bouquet 10 rose

Fotografe – ritratto

“Vogliamo omaggiare le donne che fanno parte di Confartigianato con un momento da dedicare a se stesse – commenta Dozio – Abbiamo coinvolto le categoria Benessere, Imprese del Verde e i Fotografi, per regalare alle nostre imprenditrici, alle loro collaboratrici e alle dipendenti di Confartigianato Imprese Lecco, un momento di leggerezza che male non fa all’interno di una quotidianità fatta di impegni lavorativi e molto spesso di pesanti carichi di cura. Ringrazio di cuore le imprese che hanno fatto loro questa iniziativa”.

Focus Lombardia

NUMERI LAVORATRICI INDIPENDENTI LOMBARDE (imprenditrici, libere professioniste, lavoratrici autonome, etc.) Le lavoratrici indipendenti sono 270 mila in Lombardia, pari al 14% del totale occupate, al 32% dei lavoratori indipendenti e al 6% degli occupati. Rispetto al 2019, anno pre crisi Covid-19, ne contiamo 29 mila in meno (-9,8%) mentre rispetto all’anno precedente (2021) mille in più (+0,3%).

LE IMPRESE GIUDATE DA DONNE – nel documento allegato l’analisi per province – In Lombardia, nel 2022, sono 181.999 le imprese a guida femminile: si tratta di una su cinque (19,2%). Di queste il 21,4%, pari a 38.962 unità, sono artigiane. Nello specifico, le imprese artigiane gestite da giovani donne con meno di 35 anni sono 5.490 pari al 14,1% dell’artigianato femminile, mentre quelle gestite da donne di origine straniera sono 7.303, pari al 18,7% dell’artigianato femminile.

CONFRONTI DI GENERE – Dall’analisi dei dati Istat riferiti ad alcuni indicatori del BES, aggiornati al 2021, si osservano disparità di genere per lo più a favore delle donne sul fronte dell’istruzioni-formazione (persone con almeno un diploma, laureati, passaggio all’università, partecipazione alla formazione continua), ma a sfavore delle donne sul fronte lavoro (mancata partecipazione, stabilità contrattuale, bassa paga, occupati sovra istruiti, soddisfazione per il lavoro svolto).

Per quel che riguarda l’ambito formazione-istruzione, le donne, che su 7 indicatori ne hanno 5 in cui presentano risultati migliori deli uomini, sono ‘deboli’ e presentano quote inferiori a quelle maschili relativamente alle competenze digitali e alla formazione STEM. Evidenza quest’ultima da non sottovalutare e su cui è necessario volgere l’attenzione con lo scopo di migliorare i risultati oltre a recuperare il gap, partendo da un adeguato orientamento delle giovani leve, poiché è proprio su digitale e tecnologie che si giocano le più accattivanti sfide del prossimo futuro.

 

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