• 24 May 2024
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APPALTI: PROPOSTA IRRICEVIBILE SABATO IN PIAZZA CON I SINDACATI

«Il codice appalti, che in un paese normale sarebbe una cosa seria, in Italia diventa il ‘codice Salvini’. Il leader della Lega sta cercando in tutti i modi visibilità e questa volta lo fa nel peggiore dei modi. La proposta è a dir poco irricevibile: da una parte mantiene le tutele acquisite negli anni e dall’altra le toglie con l’allungamento senza limiti della catena del subappalto, l’assegnazione diretta e gli affidamenti sottosoglia. Di subappalto in subappalto sarà sempre più difficile verificare le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici, il rispetto dei contratti e si creeranno non solo maggiori difficoltà nella prevenzione degli infortuni ma anche lavoro nero e precario. Oltre al rischio fortissimo di incentivare il riciclaggio, le infiltrazioni mafiose e il dumping al ribasso sui costi. Il primo aprile saremo in piazza al fianco dei sindacati per sostenere le loro ragioni e chiedere al governo di tornare indietro sul superbonus e sul nuovo codice appalti.»

Lo afferma il senatore dell’Alleanza Verdi e SInistra Tino Magni, componente della commissione Bilancio di Palazzo Madama.

Follia Salvini. Con il suo nuovo codice degli appalti, meno trasparenza e affidamenti facili fino a cinque milioni (!!!) di euro.
Ci aveva messo in guardia l’ANAC: “è come guidare senza patente”, ma il Ministro ha tirato dritto sulla deregolamentazione, nel pieno stile della destra.
Ci attendono anni di opacità e soldi pubblici agli amici degli amici? Bisogna fermare questa deriva pericolosissima. (Majorino)

Niente bandi e niente gare per oltre il 90% degli appalti pubblici.
Purtroppo non è un scherzo. È il pericoloso codice degli appalti presentato dal governo Meloni. Un misura che riduce la trasparenza e rende il sistema degli appalti pubblici più vulnerabile di fronte agli appetiti della criminalità organizzata.
In nome di una presunta velocizzazione degli appalti si indeboliscono le procedure che possono garantire concorrenza e trasparenza: gli appalti sotto i 150.000 euro potranno essere affidati direttamente senza che sia definito alcun criterio né la necessità di alcuna motivazione e quelli sotto la soglia dei 5 milioni potranno essere assegnati con procedura negoziata senza bando con l’unico obbligo di invitare tra le 5 e le 10 imprese.
All’interno del decreto è scomparsa anche la certificazione per la parità di genere. Una folle liberalizzazione dei subappalti che indebolisce le tutele dei lavoratori e, come denunciato dai sindacati, crea le condizioni per infiltrazioni illegali. Parlano di lotta alle mafie e di salvaguardare i fondi del Pnrr dalle mani delle mafie ma, nella realtà dei fatti, vanno in direzione opposta.
Anche noi aderiamo convintamente alla manifestazione dell’1 aprile promossa dalla CGIL.

(PD Metropolitana)

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