• 23 May 2024
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Sempre meno tutele e una grande mobilità all’interno del mercato del lavoro alla ricerca di condizioni migliori, sia in termini economici che di benessere psicofisico, con una sempre più esplicita necessità di conciliare impegni personali e vita lavorativa. Sono queste le nuove tendenze che caratterizzano il mercato del lavoro secondo i dati emersi dall’analisi dell’attività 2022 dell’ufficio vertenze della CISL Monza Brianza Lecco.

A illustrare l’andamento dell’anno il Segretario, Roberto Frigerio, e il responsabile dell’ufficio vertenze, Antonio Mastroberti. Presente all’incontro anche il Segretario Generale, Mirco Scaccabarozzi.

Considerevole la cifra recuperata per conto dei 3.328 lavoratori assistiti nell’anno: durante il 2022 l’Ufficio Vertenze Cisl Monza Brianza Lecco ha recuperato 8.579.285 € (6.000.000€ circa in Provincia di Monza Brianza e 2.500.000€ in Provincia di Lecco) con un incremento del 30% circa rispetto al 2021.

Rispetto al periodo pre-pandemico si nota una forte riduzione del contenzioso. Le vertenze nel 2022 sono state 680 contro le 820 del 2019. Se ad una prima lettura questo dato potrebbe far pensare ad un miglioramento delle condizioni dei lavoratori in realtà le ragioni che determinano il calo sono tutt’altro che positive. Si registra infatti una tendenza dei lavoratori a non affrontare una causa di lavoro, preferendo le vie della conciliazione o, addirittura, delle dimissioni che, come i dati chiaramente ci dicono, sono in forte crescita. Le ragioni sono semplici: le normative intervenute negli ultimi anni, dalla Legge Fornero e il Jobs Act alla nuova normativa sui contratti a termine – che lascia all’azienda l’opportunità di assumere un lavoratore senza causale per 12 mesi – rendono sempre più rischioso intentare una causa e spesso non conveniente dal punto di vista economico in quanto i rimborsi sono proporzionati all’anzianità di servizio, quindi a periodi di lavoro sempre più brevi.

Una seconda ragione della diminuzione delle vertenze è di tipo culturale. Se infatti una volta si entrava in un posto di lavoro programmando di rimanerci tutta la vita, i millennials crescono con una visione del posto di lavoro sempre più flessibile e sempre meno come fondamento della realizzazione personale. La stabilità, che fino ad ora è stata una caratteristica prioritaria alla base delle scelte lavorative, è oggi sostituita dalla gratificazione economica e dalla possibilità di conciliare vita personale e vita lavorativa. Lo smart–working continua ad essere molto ricercato dai lavoratori che cambiano lavoro, anche se è spesso frutto di controversie sul diritto alla disconnessione, la tutela della salute, piuttosto che il diritto al pari trattamento economico.

Diminuiscono quindi le vertenze, poco convenienti, e aumentano le conciliazioni (572 nel 2022) e le dimissioni (1.715 nel 2022). Il boom registrato negli ultimi anni delle dimissioni ci racconta di un mercato del lavoro profondamente cambiato, in cui la ripresa economica rende spendibili molte professionalità che scelgono di rinunciare alla stabilità del posto fisso privilegiando la scelta di un miglior trattamento economico e di una crescita del benessere personale.

In diminuzione anche il numero dei fallimenti, che si è fermato a 124 nel 2022 (57 su Lecco e 67 su Monza) rispetto alle 415 pratiche del 2021. In questo caso le ragioni sono due ed entrambe positive. Da un lato persiste il trend cominciato nel 2015 che vede, dopo la crisi del 2008, la curva dei fallimenti decrescere costantemente. Dall’altro, alle ragioni puramente economiche, si affianca la filosofia della nuova legge sui fallimenti entrata in vigore a luglio 2022, che prevede il monitoraggio e l’intervento pre-fallimento di organismi creati ad hoc sulle aziende che manifestano sofferenza. In questo caso “pur apprezzando l’intento di intervenire con il salvataggio dell’azienda che manifesta sintomi di debolezza” ha spiegato Mastroberti “come Sindacato non possiamo che essere preoccupati per l’allungamento dei tempi di recupero delle spettanze dei lavoratori. Monitoreremo attentamente l’andamento delle situazioni di crisi per tutelare al meglio i nostri iscritti”.

“In ogni caso”, sottolinea il Segretario Roberto Frigerio “l’ufficio vertenze resta un punto di riferimento per i lavoratori e il nostro strumento diretto per monitorare lo stato di salute del mercato del lavoro, rilevarne le criticità e sviluppare politiche sindacali ad hoc”.

“Sicuramente il problema della mobilità all’interno del mercato del lavoro impone una riflessione, specialmente da parte delle imprese che si trovano di fronte al problema del disallineamento fra domanda e offerta di lavoro” ha continuato Frigerio. “Contratti precari, un utilizzo sconsiderato dell’apprendistato e dei contratti a termine, uniti alla sottovalutazione di buone politiche di welfare aziendale, rendono spesso le aziende poco attrattive da parte dei lavoratori, specialmente per coloro che escono da un lungo percorso di studi o con pregresse professionalità spendibili nell’immediato”.

Ufficio vertenze CISL Lecco-Monza Brianza

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