• 20 June 2024
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PEDEMONTANA. LA TRATTA D-BREVE PUO’ ESSERE SOSTITUITA DALL’INTERCONNESSIONE A51-A4, RISPARMIANDO CENTINAIA DI MILIONI E TUTELANDO IL TERRITORIO.
Le risultanze emerse con la presentazione dello studio del Centro PIM in Provincia, alla presenza dei sindaci e dei membri del consiglio provinciale, hanno confermato tutte le nostre preoccupazioni a proposito della Tratta D-Breve di Pedemontana.
La variante D-Breve in fase di predisposizione su mandato di Regione Lombardia si dimostra inefficace sul fronte trasportistico. La relazione PIM lo certifica chiaramente: a fronte degli ingenti costi economici e del grave impatto ambientale, la tratta D-Breve non comporta un miglioramento apprezzabile delle condizioni del traffico, rischiando invece di comportare alcuni peggioramenti. A tal proposito, occorre ricordare che la Tratta D-Breve correrebbe parallela alla Tangenziale Est, l’una a meno di 3 km di distanza dall’altra. Mentre Pedemontana sarebbe molto costosa per gli utenti, la Tangenziale Est resterebbe gratuita, sicché è naturale aspettarsi un ulteriore spostamento del traffico sulla Tangenziale e sulla rete ordinaria, con tutti gli aggravi del caso.

Il fronte trasportistico non è il solo a preoccuparci. Siamo ritornati più volte sulle criticità finanziarie e ambientali dell’operazione. Oggi abbiamo un elemento in più: l’analisi costi-benefici e gli studi trasportistici depositati da Pedemontana si poggiano su valori modellistici discutibili, aspetto esplicitamente richiamato anche nella relazione PIM. In altre parole, l’ipotesi Tratta-D Breve appare fragile su tutta la linea: sul piano economico, su quello viabilistico, su quello ambientale e su quello amministrativo.
Con oggi si certifica che la tratta D-Breve è da archiviare: prestazioni analoghe potrebbero ottenersi stralciando la Tratta D e realizzando l’interconnessione tra la Tangenziale Est e l’A4, con un enorme risparmio per i contribuenti e un impatto quasi azzerato in termini di consumo di suolo. Ricordiamo che questo svincolo è già previsto nell’Accordo di Programma sottoscritto in occasione della realizzazione della TEEM e che Regione Lombardia ha il dovere di impegnarsi nella sua realizzazione. Colpisce come Pedemontana non abbia verificato questo quadro d’insieme attraverso i necessari approfondimenti. Lo studio elaborato su mandato della Provincia ci offre oggi l’opportunità di assumere una posizione chiara, a prescindere dall’appartenenza o dal colore politico.

Regione Lombardia ha avviato la progettazione della Tratta D-Breve come alternativa alla Tratta D lunga e a fronte dell’insostenibilità economico-finanziaria del progetto già approvato. Lo studio presentato chiama tutto il Consiglio Provinciale ad una ferma presa di posizione. Dalla lettura della documentazione emerge chiaramente come la Tangenziale Est possa sostenere l’arrivo del traffico dalla tratta C, senza tratta D, lunga o breve che sia. Sarebbero invece necessari interventi per lo spostamento est-ovest, con interventi mirarti e risolutivi: l’attraversamento dell’Adda, il potenziamento dell’esistente e il rispetto degli impegni presi in passato. Svincolo Tangenziale-Est/A4 e MM2 sono due esempi che possono bastare per tutti.
Il quadro complessivo di Pedemontana è tutt’altro che rassicurante per il territorio brianzolo: da un lato la progettazione esecutiva e la cantierizzazione delle tratte B2 e C non considera questioni importanti (ad esempio diossina e Milano-Meda), dall’altro Regione sta procedendo con la progettazione della tratta D-Breve, che dopo questo studio possiamo tranquillamente ribadire essere inutile. Accogliamo con favore il proposito della Provincia di tornare con maggior forza a chiedere a Regione di ascoltare il territorio e i Comuni del Vimercatese: si faccia in fretta chiedendo anzitutto di fermare la progettazione della D-Breve.
Parallelamente dovrà essere pensato uno scenario di soluzioni per la viabilità nell’est della Provincia, con il coinvolgimento più ampio possibile dei Comuni, per favorire un processo partecipativo ampio, presidiare ogni fase della realizzazione, verificare che le istanze territoriali siano realmente tenute in considerazione.
PEDEMONTANA. LA TRATTA D-BREVE PUO’ ESSERE SOSTITUITA DALL’INTERCONNESSIONE A51-A4, RISPARMIANDO CENTINAIA DI MILIONI E TUTELANDO IL TERRITORIO.
Le risultanze emerse con la presentazione dello studio del Centro PIM in Provincia, alla presenza dei sindaci e dei membri del consiglio provinciale, hanno confermato tutte le nostre preoccupazioni a proposito della Tratta D-Breve di Pedemontana.
La variante D-Breve in fase di predisposizione su mandato di Regione Lombardia si dimostra inefficace sul fronte trasportistico. La relazione PIM lo certifica chiaramente: a fronte degli ingenti costi economici e del grave impatto ambientale, la tratta D-Breve non comporta un miglioramento apprezzabile delle condizioni del traffico, rischiando invece di comportare alcuni peggioramenti. A tal proposito, occorre ricordare che la Tratta D-Breve correrebbe parallela alla Tangenziale Est, l’una a meno di 3 km di distanza dall’altra. Mentre Pedemontana sarebbe molto costosa per gli utenti, la Tangenziale Est resterebbe gratuita, sicché è naturale aspettarsi un ulteriore spostamento del traffico sulla Tangenziale e sulla rete ordinaria, con tutti gli aggravi del caso.
Il fronte trasportistico non è il solo a preoccuparci. Siamo ritornati più volte sulle criticità finanziarie e ambientali dell’operazione. Oggi abbiamo un elemento in più: l’analisi costi-benefici e gli studi trasportistici depositati da Pedemontana si poggiano su valori modellistici discutibili, aspetto esplicitamente richiamato anche nella relazione PIM. In altre parole, l’ipotesi Tratta-D Breve appare fragile su tutta la linea: sul piano economico, su quello viabilistico, su quello ambientale e su quello amministrativo.
Con oggi si certifica che la tratta D-Breve è da archiviare: prestazioni analoghe potrebbero ottenersi stralciando la Tratta D e realizzando l’interconnessione tra la Tangenziale Est e l’A4, con un enorme risparmio per i contribuenti e un impatto quasi azzerato in termini di consumo di suolo. Ricordiamo che questo svincolo è già previsto nell’Accordo di Programma sottoscritto in occasione della realizzazione della TEEM e che Regione Lombardia ha il dovere di impegnarsi nella sua realizzazione. Colpisce come Pedemontana non abbia verificato questo quadro d’insieme attraverso i necessari approfondimenti. Lo studio elaborato su mandato della Provincia ci offre oggi l’opportunità di assumere una posizione chiara, a prescindere dall’appartenenza o dal colore politico.
Regione Lombardia ha avviato la progettazione della Tratta D-Breve come alternativa alla Tratta D lunga e a fronte dell’insostenibilità economico-finanziaria del progetto già approvato. Lo studio presentato chiama tutto il Consiglio Provinciale ad una ferma presa di posizione. Dalla lettura della documentazione emerge chiaramente come la Tangenziale Est possa sostenere l’arrivo del traffico dalla tratta C, senza tratta D, lunga o breve che sia. Sarebbero invece necessari interventi per lo spostamento est-ovest, con interventi mirarti e risolutivi: l’attraversamento dell’Adda, il potenziamento dell’esistente e il rispetto degli impegni presi in passato. Svincolo Tangenziale-Est/A4 e MM2 sono due esempi che possono bastare per tutti.
Il quadro complessivo di Pedemontana è tutt’altro che rassicurante per il territorio brianzolo: da un lato la progettazione esecutiva e la cantierizzazione delle tratte B2 e C non considera questioni importanti (ad esempio diossina e Milano-Meda), dall’altro Regione sta procedendo con la progettazione della tratta D-Breve, che dopo questo studio possiamo tranquillamente ribadire essere inutile. Accogliamo con favore il proposito della Provincia di tornare con maggior forza a chiedere a Regione di ascoltare il territorio e i Comuni del Vimercatese: si faccia in fretta chiedendo anzitutto di fermare la progettazione della D-Breve.
Parallelamente dovrà essere pensato uno scenario di soluzioni per la viabilità nell’est della Provincia, con il coinvolgimento più ampio possibile dei Comuni, per favorire un processo partecipativo ampio, presidiare ogni fase della realizzazione, verificare che le istanze territoriali siano realmente tenute in considerazione.

BRIANZA RETE COMUNE

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