• 19 May 2024
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Due sono le linee guida su cui il PD, in questo momento, sta svolgendo le proprie iniziative. La prima riguarda il settore dei trasporti: in molte stazioni ferroviarie della Brianza e del Lago, bravissimi attivisti del PD si muovono insieme ai pendolari, alle 7 del mattino o anche prima, per volantinare contro i disservizi di Trenord.

La seconda è quella della Sanità, sia a proposito delle lunghissime liste di attesa, che vedono impegnative per visite sanitarie in alcuni casi rimandate addirittura a fine 2024 (anche a Lecco) ma anche sul ruolo abbastanza oscuro delle cosiddette Case di Comunità, una delle quali dovrebbe essere costruita anche a Introbio, secondo un accordo tra Comune di Introbio e AST Brianza, dietro l’attuale Presidio Sanitario.

La strategia del Centrodestra, accusa il PD a livello regionale, è abbastanza chiara : attribuire agli Enti pubblici (Comuni, Regioni, AST o altro) i costi delle strutture sanitarie (costruzione di nuove Case di Comunità come a Introbio) ma, siccome sappiamo già che non ci sono abbastanza medici nè infermieri o OSS per gestirle, concedere l’utilizzo ai Medici privati , che naturalmente potranno visitare i pazienti non alle tariffe convenzionate (mediamente una trentina di euro per ticket, molte volte gratis) ma a quelle private (circa 100-150 euro per visita).

Chi ci rimette quindi è il paziente, che deve sborsare parecchio di più per sperare di avere una visita.
In altri casi invece, come spiega molto bene in un altro articolo Giuseppe Imbalzano, la Casa di Comunità sarebbe semplicemente una “Infermeria” (usando un termine di altri tempi) cioè un luogo dove ci sono dei letti, dei pazienti che forse attendono di guarire, sempre in estrema scarsità di medici e infermieri (qualcuno due anni fa sperava nel contributo “volontario” dei Medici di Base, oltre i loro orari di lavoro, cosa anche questa delineatasi come pura “Utopia” ).

La vera questione però è come mai ci siano così pochi operatori sanitari: per esempio la domanda che il Sindaco di Introbio dovrebbe fare all’AST non è di quanti metri quadrati abbia bisogno per costruire una Casa di Comunità, ma quanti operatori sanitari abbia intenzione di utilizzarci.

Praticamente tutte le strutture sanitarie della provincia sono molto carenti di medici e operatori, Ospedale di Lecco, Mandic che addirittura rischia di chiudere, Bellano che rimane in un limbo indefinito.

Medici che si licenziano anche perchè stanchi di dover lavorare con turni massacranti e stressanti, infermieri che vengono pagati poco (alcuni se ne sono andati in Svizzera dove sono pagati il triplo o anche più) insomma la mancanza di personale, che è la causa di liste d’attesa lunghissime, è oggi il problema numero uno della sanità non solo lombarda ma italiana.

Gli “Angeli” che tre anni fa ci avevano salvato dal Covid (una pandemia che ha pesato quasi solamente sugli Ospedali pubblici, mentre le cliniche private hanno continuato bellamente a fare i loro interessi) oggi sono tornati nel dimenticatoio, ma non ci stanno a rimettersi il fardello addosso nel silenzio.

Qualche Rettore universitario comincia a chiedersi, in questa situazione, che senso abbia continuare a mantenere il numero chiuso alle Facoltà di Medicina e i test d’ingresso (in cui, tra l’altro, sono molto più brave le donne che non i maschietti).

La popolazione italiana sta invecchiando velocemente : la situazione sanitaria avrebbe bisogno di una attenzione particolare.
L’esatto contrario di quello che il Governo Meloni prospetta : invece di investire miliardi in un inutile Ponte sullo Stretto di Messina, o cercare nuovi fondi con una lotta più efficace all’evasione fiscale, calcolata in circa 100 miliardi all’anno, la metà dei quali se fosse disponibile risolverebbe tutti i problemi della Sanità italiana, si lascerà sempre più degenerare la situazione.

Non è una bella prospettiva, soprattutto per i pensionati che devono vivere con meno di 1000 euro al mese (che sono la metà di tutti i pensionati italiani).

ENRICO BARONCELLI

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