• 17 April 2024
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  • “Sosteniamo con forza la necessità di rinnovare i contratti scaduti ormai da troppo tempo (in vari casi dal 2019) che è alla base dello sciopero indetto per domani, 22 dicembre, dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. I 5 milioni di lavoratrici e lavoratori del terziario, della distribuzione e dei servizi hanno diritto a vedere adeguate le proprie retribuzioni, falcidiate dall’inflazione, e a ottenere questo risultato senza mettere in discussione, come chiedono invece le diverse controparti datoriali, altri istituti contrattuali, frutto di conquiste precedenti e che riguardano, a seconda dei comparti considerati, quattordicesima, inquadramento del personale, permessi retribuiti, ricorso a lavoro a termine ecc. I lavoratori e le lavoratrici in sciopero non devono essere lasciati soli”. Così in una nota Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro nella segreteria nazionale del Pd. “Non dimentichiamo infatti che i settori del terziario, dei servizi e della distribuzione sono al centro dell’emergenza salariale che caratterizza il nostro paese e che è stata certificata pochi giorni fa dall’Eurostat. In Italia, fra il terzo trimestre del 2022 e il terzo trimestre del 2023 i salari orari sono cresciuti in media solo del 3,4 contro una media dell’eurozona del 5,3%. Siamo terzultimi in Europa. Ma nei servizi siamo addirittura ultimi con un aumento del 1,9 contro il 5,7% dell’eurozona”, conclude Guerra (ANSA).
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